Scaduti il 31 marzo i pagamenti richiesti dal Comune per le occupazioni di suolo pubblico, monta la protesta dei commercianti. L’Associazione Unibat, attraverso il suo presidente Savino Montaruli, attacca duramente l’Amministrazione: “Mai vista una cosa simile, è un accanimento contro il piccolo commercio”.
La giornata del 31 marzo 2025, termine fissato per il pagamento delle tariffe dehors da parte degli esercenti, si è trasformata in un concentrato di tensione e malcontento. In molti denunciano richieste economiche spropositate da parte del Comune di Andria, che ha recapitato bollettini da migliaia di euro per le occupazioni di suolo pubblico del 2025. Una situazione definita “surreale” da Unibat, l’associazione di categoria guidata da Savino Montaruli.
“Non solo sono stati annullati gli incontri già programmati con gli esercenti – ha dichiarato Montaruli – ma l’Amministrazione continua a ignorare le nostre richieste di chiarimento. Intanto i commercianti ricevono bollettini insostenibili e vengono lasciati nel limbo più totale”.
L’assenza dell’assessore competente, l’annullamento degli incontri ufficiali con l’ufficio comunale e l’attribuzione di tariffe diverse per la stessa area, come avvenuto in Piazza Catuma, hanno esasperato gli operatori, molti dei quali hanno già avviato azioni legali contro l’Ente.
Unibat accusa il Comune di “vessazione” e di “concorrenza sleale”, denunciando la mancanza di politiche per lo sviluppo del commercio e l’abbandono del settore da parte dell’amministrazione federiciana. “Un quadro che fotografa il fallimento di una politica cieca e sorda, che continua a colpire chi lavora onestamente in questa città”, conclude Montaruli.